[44] Il secondo test fu vinto dai neozelandesi 11-3. Siya Kolisi diventa il primo capitano nero della storia della nazionale sudafricana. Alla chiamata della parola "novantanove" ogni giocatore dei Lions avrebbe dovuto attaccare il giocatore avversario a lui più vicino. Giocarono entrambi la prima volta per gli Springboks nel 1993. Nel 1985 un tour degli All Blacks in Sudafrica fu bloccato dall'Alta Corte della Nuova Zelanda. [99] Du Preez era in grado di giocare sia flanker che seconda linea e fu uno degli avanti più dominanti degli anni 1960,[99] ma era specialmente ben noto per le sue versatili abilità. Anche questo tour, come quello nelle Isole britanniche, fu caratterizzato da proteste anti-apartheid. Nazionale di rugby a 15 di Barbados Questa voce sugli argomenti Nazionali di rugby e sport a Barbados è solo un abbozzo . Il presidente della SARU Oregan Hoskins considerò troppo basso il numero di giocatori di colore schierati nella Coppa del Mondo 2007,[76] e nel 2008 venne nominato il primo allenatore di colore. Partecipa annualmente al Rugby Championship, torneo che la vede contrapposta ad Argentina, Australia e Nuova Zelanda. Nel 1987 venne disputata la prima Coppa del Mondo di rugby con l'assenza prevedibile dei sudafricani. [21], Nel 1924 i British and Irish Lions visitarono il Sudafrica vincendo solo 9 dei 21 incontri disputati e persero tutti e quattro i test disputati con i Sudafricani. Nel tour autunnale in Gran Bretagna e Irlanda gli Springboks vinsero contro tre delle quattro Home Nations, perdendo solamente 21-17 contro la Scozia. [81], * nel 2000 e nel 2001 partecipa all'Africa Cup una selezione under 23, mentre nel 2006 e nel 2007 partecipa una selezione di amatori. 1. Du Plessis venne indotto nella International Rugby Hall of Fame nel 1999. L'arbitro sarebbe stato in difficoltà in quanto gli sarebbero rimaste due possibilità: o l'espulsione di tutti i giocatori Lions o l'espulsione di nessuno di essi. [25] Anche grazie al rientro di Mark Nicholls gli All Blacks riuscirono a vincere 13 a 15 l'ultimo test e a pareggiare la serie. Fra i giocatori inglesi selezionati si registrò solamente l'assenza di Ralph Knibbs per motivi politici. [142] L'Ellis Park venne costruito nel 1928, e nel 1955 ospitò una partita tra Sud Africa e British and Irish Lions a cui assistette una cifra record di 100.000 spettatori. [70] Tre anni più tardi, durante l'ultima partita del Rugby Championship 2015 disputata a Dunedin, la stessa Argentina riuscì a sconfiggere i sudafricani per la prima volta nella storia[71] relegando gli Springboks all'ultimo posto. Nel 1956 gli All Blacks vinsero la loro prima serie contro gli Springboks, secondo Chris Hewett quella fu "una delle serie più aspramente combattuta della storia". Il loro primo incontro vide però una sconfitta patita contro la Nuova Zelanda per 27-24 il 15 agosto 1992. Dal 3 novembre 2019 la squadra occupa la 1ª posizione del ranking mondiale. [53] Nel 1979 un altro tour, questa volta in Francia, fu bloccato dal governo francese perché considerato inappropriato. L'aspetto sportivo passò però in secondo piano, ancora una volta le contestazioni furono molto pesanti e lasciarono un segno profondo sia nel popolo neozelandese che in quello sudafricano. Mediano d'apertura, disputò il suo primo test contro i Lions in tour nel 1924. I British and Irish Lions visitarono il Sudafrica nel 1980 vincendo tutti i 14 incontri disputati contro le rappresentative provinciali ma persero tre test contro gli Springboks vincendone solo uno. [5], Bennie Osler (1901–1962) giocò 17 test consecutivi tra il 1924 e il 1933. [1] Le quattro partite di quel tour furono le prime disputate da team sudafricani contro squadre straniere. Sarà un viaggio deludente con due sconfitte e due pareggi nei test ufficiali. Il Sudafrica è una delle nazionali di maggior successo in ambito internazionale. Con una formazione rinnovata, nel 2006 gli Springboks sconfissero due volte la Scozia in Sudafrica, prima di essere sconfitti dalla Francia in un incontro molto combattuto che segnò anche la fine di una lunga imbattibilità casalinga. Si è spesso vociferato di un possibile inserimento degli Emerging Sprinboks nella Churchill Cup, poi soppressa nel 2011, ma essi giocheranno la Nations Cup anche nel 2008. [108] Successivamente Nelson Mandela scrisse "Fu sotto la leadership ispiratoria di François Pienaar che il rugby divenne l'orgoglio dell'intera nazione. Il maggior numero di presenze è detenuto da Victor Matfield che ne ha collezionate 127; oltre quota 100 seguono altri quattro giocatori. Alla Coppa del Mondo di rugby 2015 arrivò per la seconda volta la medaglia di bronzo, dopo la vittoria 24-13 contro l'Argentina nella finale per il terzo posto. Gli Springboks, nazionale sudafricana di Rugby a 15 si recano due volte in tour nel 1965. 'Rugby, Lo Sport Fascista! Negli incontri successivi gli Springboks guadagnarono solo due vittorie, tra le quali una 21-20 contro gli All Blacks. [37], Anche prima del 1948, data in cui fu introdotta l'apartheid in Sudafrica, la legge imponeva che tutte le squadre in tour in Sudafrica non potessero schierare o convocare giocatori di colore. Fin dal primo tour in terra sudafricana i neozelandesi si erano adeguati a questa regola. [139], Si crede che gli Springboks abbiano un notevole vantaggio sulle squadre ospiti quando giocano ad elevate altitudini sull'Alto Veld. [140] Gli Springboks hanno disputato il loro primo incontro al Soccer City il 21 agosto 2010, in occasione della partita del Tri Nations contro la Nuova Zelanda.[141]. [146] Gli esperti non sono d'accordo se le scarse prestazioni delle squadre ospiti quando giocano ad altitudine siano maggiormente dovute a uno stato mentale piuttosto che a una reale sfida fisica. In quelle partite il Sudafrica indossava delle magliette verdi, che il capitano della squadra, Barry Heatlie, era riuscito a farsi prestare dalla squadra del Diocesan College, società di cui faceva parte. [5], Danie Craven fece il suo debutto nel 1931 con la formazione capitanata da Osler che realizzò il Grande Slam. Tra i momenti principali di quel tour figura la vittoria dei sudafricani 44-0 sulla Scozia. Nella squadra maschile trovano spazio quattro giocatori provenienti dal professionismo a 15: il centro di Glasgow Mark Bennet, 16 caps in carriera con la Scozia, l’ala degli Harlequins Ollie Lindsay Hague, il terza linea degli Scarlets James Davies e l’estremo di Newcastle Marcus Watson. [101], Gli indotti nella International Rugby Hall of Fame Naas Botha, nel 2005, e Danie Gerber, indotto nel 2007, ebbero entrambi la carriera interrotta a causa dell'isolamento sportivo negli anni 1980 fino ai primi anni 1990. La Nazionale Rugby Union della Francia è la formazione di rugby a 15 che rappresenta la Francia nelle competizioni internazionali. Decidemmo di chiamarci Springboks e comunicammo agli addetti stampa che avremmo desiderato che ci chiamassero con quel nome. Botha fece il suo debutto contro i Giaguari Sudamericani nel 1980. The Power of South Africa and the Springboks. [95] Nel 1956 venne eletto presidente della South African Rugby Board, posizione che mantenne fino alla nascita della South African Rugby Union nel 1991. [47] Persero l'unica partita disputata contro il Sudafrica con il punteggio di 24-3 per quella che rappresentò la peggior sconfitta patita in quarant'anni. In finale vinse 15-6 contro l'Inghilterra vincendo per la seconda volta la Coppa del Mondo. [20] L'ultimo test fu un pareggio per 0 a 0, la serie si concluse quindi in parità. È stata fondata nel 1926 ed è stata affiliata all'International Rugby Board nel 1988. La nazionale sudafricana di rugby a 15 è la rappresentativa nazionale maschile di rugby a 15 del Sudafrica. Quel test marca l'inizio dello spirito del rugby sudafricano: un gioco incentrato sulla forza e sulla potenza dell'impatto fisico. La sezione sul rugby del nostro blog l'insider, è uno sportello unico per tutte le vostre esigenze con particolare accento sui consigli e pronostici per le scommesse sul rugby . Nel 2019 partecipano alla Coppa del Mondo in Giappone affrontando nei gironi Nuova Zelanda, Italia, Canada e Namibia. A questo punto ai sudafricani bastava non perdere per assicurarsi la serie. Per cercare di rompere l'isolamento sportivo nel quale il paese si era imbattuto, fra il 1980 e il 1984, i sudafricani decisero di organizzare una serie di test contro i South American Jaguars, una rappresentativa del Sud America composta per la maggior parte di giocatori argentini. Attualmente, la squadra Under 19 ha giocato in due tornei asiatici Under 19 di rugby (a settembre 2007) a Lahore , … [2], Il successo delle Isole britanniche proseguì anche nel tour del 1896, quando vennero disputate un totale di 21 partite. [13] [75], La formazione del Sud Africa che vinse la Coppa del Mondo nel 1995 schierava solamente un giocatore di colore (Chester Williams). Nel 1998 la squadra di Mallett riuscì a inanellare una serie record di 17 vittorie consecutive, comprese le partite del Tri Nations. Questa volta il governo sudafricano permise la presenza di giocatori maori nella formazione neozelandese; non solo, ammise anche la presenza di spettatori maori allo stadio in qualità di "honorary whites".[49][50]. [92] Dopo essersi ritirato dall'attività di giocatore, Craven divenne l'allenatore che guidò la squadra alla vittoria 4-0 nella serie di test contro gli All Blacks recatisi in Sud Africa in tour nel 1949. [107] In quella occasione guidò il Sud Africa alla vittoria della Coppa del Mondo, e ricevette il trofeo da Nelson Mandela che per l'occasione indossava la sua maglia col numero 6. [22] Questo fu il primo tour, in cui la squadra delle Isole britanniche, venne denominata "Lions", denominazione derivante probabilmente dal Leone cucito sulle cravatte indossate dai giocatori britannici. [30] La squadra che nel 1951-52 fece visita alla Francia e alle Isole britanniche fu considerata da moltissimi addetti ai lavori come una fra le più forti nella storia degli Springboks. Il 2016 è un annus horribilis per i Boks, che il 19 novembre perdono per la prima volta contro l'Italia 20-18. [6], Il rugby divenne così popolare che nel 1902, in piena Seconda Guerra Boera, provocò un temporaneo "cessate il fuoco", per far disputare un incontro tra l'esercito britannico e quello boero. [109] All'epoca del suo ritiro successivamente alla Coppa del Mondo 2003 era il giocatore sudafricano ad avere segnato più mete con la nazionale e ad avere collezionato più presenze. Terza linea centro, due volte campione d'Italia (con Partenope e Brescia), vanta 47 presenze in Nazionale della quale è fu in seguito anche allenatore, team manager e, più recentemente, addetto stampa. La tattica ebbe successo, nessun Lion infatti fu punito con un cartellino durante le partite con gli Springboks. Giocò anche sei test con il Sud Africa contro i Lions nel 1891, 1896, e nel 1903, e fu anche capitano della formazione che vinse solamente due test negli anni 1890. Al termine della competizione mondiale il selezionatore de Villiers annunciò il suo ritiro, così come il capitano John Smit e Victor Matfield (quest'ultimo deciderà poi di continuare a giocare), i giocatori con il maggior numero di presenze in nazionale (rispettivamente 111 e 110 caps totali).[69]. [9], Nel 1903, per la prima volta, le Isole britanniche persero la serie di partite disputate contro i sudafricani. [86] Inoltre gli Springboks persero clamorosamente l'unica partita giocata contro il Giappone in occasione della Coppa del Mondo di rugby 2015. [104] Anche Gerber debuttò nel 1980, e segnò 19 mete nei suoi 24 test prima di ritirarsi nel 1992. Le partite di questa serie furono così violente che una di queste è passata alla storia con il nome di "battaglia del Boet Erasmus Stadium". I giocatori ancora in attività sono indicati in grassetto. [96] Quando Harding e Williams scrissero riguardo alla serie di test del 1949 contro gli All Blacks, affermarono "(Okey) Geffin vinse la serie, forse, ma Muller lo rese possibile. [90] Disputò le ultime partite con la maglia sudafricana durante la serie di cinque incontri contro l'Australia quando questi si recarono in tour in Sud Africa nel 1933. Giocò anche nella serie contro gli All Blacks del 1928, ma soprattutto fu il capitano degli Springboks nel tour del Grande Slam in Gran Bretagna nel 1931-32 quando sconfissero tutte e quattro le Home Nations. La squadra inoltre dovette affrontare una tragedia: nel 1996 Kitch Christie, che aveva guidato il Sudafrica alla vittoria della Coppa del Mondo, dovette rassegnare le dimissioni, dopo la sua battaglia da più di dieci anni contro la leucemia. Nel 1996, per la prima volta, gli All Blacks vinsero il tour in Sudafrica. Dopo aver affrontato tutte e quattro le Home Nations la squadra sudafricana attraversò la manica alla volta della Francia. Pienaar venne nominato capitano nel suo primo test contro la Francia, e continuò a capitanare la formazione sudafricana alla Coppa del Mondo 1995. [113] Dopo il successo alla Coppa del Mondo 2007, Jake White si dimise portando a termine la stagione 2007. Lavorarono per poter raggiungere gli standard qualitativi conseguiti negli anni precedenti all'isolamento internazionale. Seguì un convincente Tri Nations dove si imposero sugli All Blacks e persero solamente una partita contro l'Australia a Brisbane. Nel 2005 vinsero contro Wallabies e All Blacks (unica sconfitta dei neozelandesi nel 2005). Coppa del mondo femminile L’avanguardia del rugby femminile sono state le squadre statunitensi e in particolare della California, dove negli anni Settanta se ne potevano contare addirittura 300 grazie all’influenza della rivista Sport women . Rugby a 15 ai Giochi della VII Olimpiade), di Australia nel 1908, di Stati Uniti nel 1920 e 1924. A seguito della fine dell'apartheid, il 23 marzo di tale anno le due organizzazioni che gestivano separatamente lo sport praticato dai bianchi e quello praticato dai neri diedero luogo a una fusione che generò la South African Rugby Football Union, che dal 2005 divenne l'attuale South African Rugby Union. Il primo tempo, deciso dai piazzati di Pollard e Farrell, termina con il risultato di 12-6 in favore degli Springboks. Il primo tour di una squadra delle Isole britanniche in Sud Africa ebbe luogo nel 1891, finanziato dal primo ministro della Colonia di Città del Capo, Cecil Rhodes. Kitch Christie guidò gli Springboks dall'ottobre 1994 al novembre 1995. [3][4] L'ultimo test, vinto dai sudafricani, fu il vero punto di partenza del rugby sudafricano. La partita segna la continuità della nazionale sudafricana che condanna la nazionale nipponica all'uscita dal mondiale casalingo con il risultato di 26-3. "[98] Dei 13 test disputati Muller ne perse solo uno contro l'Australia nel 1953. Nel tour di fine anno in Europa si segnala la vittoria 25-14 contro l'Inghilterra, dopo due sconfitte contro Irlanda e la stessa Inghilterra. Il logo non si limitò a comparire solamente sulle maglie delle nazionali formate dai bianchi, ma comparve anche sulle maglie del 1939 e sulle prime maglie delle nazionali formate dai neri nel 1950. [91] Osler fu inserito nella International Rugby Hall of Fame nel 2007[90] e nella IRB Hall of Fame nel 2009. La maglia riporta il logo della SARU nella parte superiore a sinistra e la bandiera del Sud Africa sulle maniche e tradizionalmente ha un colletto colore oro. Nel 2011 la difesa del titolo da parte degli Springboks si arrestò ai quarti di finale dopo la sconfitta 11-9 contro l'Australia. Nonostante il progressivo isolamento internazionale del Sudafrica, 150.000 firme di opposizione e una forte campagna interna al grido di "No Maori, No tour", gli All Blacks visitarono il Sudafrica nel 1960. [77] Dopo la fine dell'apartheid nel 1992 venne aggiunta una corona di protea al logo. Ci furono molte divisioni politiche nel paese ospitante ma, alla fine, gli Springboks poterono recarvisi in tour. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'11 set 2019 alle 23:59. La nazionale A di rugby a 15 del Sudafrica, in passato nota anche con i nomi di Gazelle e Junior Springboks e, più recentemente, chiamata Emerging Springboks, è la seconda selezionale nazionale maschile di rugby a 15 del Sudafrica, sotto la giurisdizione della South African Rugby Union . Nel 1962 le Isole britanniche, durante il tour in Sudafrica, riuscirono a vincere 16 dei 25 incontri disputati in terra sudafricana, ma non riuscirono a sconfiggere gli Springboks che li batterono in tutte e tre le partite disputate. Durante il tour si disputarono un totale di 20 incontri, tutti vinti dalla formazione delle Isole britanniche (i futuri British and Irish Lions) che presentarono la Currie Cup, la coppa conferita da allora in avanti alla squadra che vince il campionato sudafricano di rugby. [84] Nel 2007 il Sudafrica sconfisse Figi ai quarti di finale e l'Argentina in semifinale. Habana ha coronato una eccezionale prestazione alla Coppa del Mondo 2007 risultando il miglior marcatore di mete, realizzandone 8. [112] Nel 1995 portò il Sudafrica alla vittoria nella Coppa del Mondo, motivo di orgoglio per una nuova nazione unita e riconciliata. [97], Nominato giocatore sudafricano del ventesimo secolo nel 2000, Frik du Preez giocò 38 test tra il 1961 e il 1971. Il terzo test fu pareggiato 11-11 grazie ad un calcio all'ulitmo minuto di Don Clarke. Segue una lista dei giocatori più celebri del passato (tra parentesi gli anni in cui hanno giocato in nazionale). Negli anni sessanta però il movimento anti-apartheid era in crescita soprattutto dopo il famoso discorso pronunciato dal primo ministro inglese Harold Macmillan passato alla storia come The Wind of Change e dopo il massacro di Sharpeville. Il tour delle Isole britanniche in Sud Africa nel 1910 fu il primo che incluse una rappresentativa di tutte e quattro le Home Nations: Scozia, Galles, Irlanda e Inghilterra. La prima organizzazione ufficiale di rugby in Sudafrica fu la South African Rugby Board, nata nel 1889 e attiva fino al 1992. [93] Oltre a vincere il Grande Slam, Craven partecipò al tour del 1937 degli Springboks in Nuova Zelanda dove i sudafricani ottennero la prima vittoria di una serie contro gli All Blacks. [77] Nel loro primo tour in Gran Bretagna e Irlanda nel 1906-07 indossarono una maglia verde e bianca, pantaloncini blu, e calze blu. La finale, diretta da Garcès e disputata all'International Stadium di Yokohama, è caratterizzata da molte interruzioni che iniziano già al terzo minuto di gioco a causa dell'infortunio del pilone inglese Kyle Sinckler, sostituito da Dan Cole. Nell'edizione del 1999 il Sudafrica subì la prima sconfitta alla Coppa del Mondo perdendo 27-21 contro l'Australia in semifinale; successivamente sconfissero gli All Blacks 22-18 nella finale per il terzo posto. [24] Il secondo test però vide la vittoria degli All Blacks per 7 a 6. La Nazionale di Rugby Under 19 del Brunei è vista come una piattaforma da cui la Brunei Rugby Football Union cerca di sviluppare giocatori giovani per la squadra maggiore. [5], Morne du Plessis disputò 22 test per il Sud Africa tra il 1971 e il 1980. Nel novembre del 2002 l'Inghilterra batté il Sudafrica a Twickenham con il punteggio di 53-3, la peggior sconfitta di sempre per i sudafricani. New Zealand Rugby è l’organismo di governo del rugby a 15 e del rugby a 7 in Nuova Zelanda.Fondato nel 1892 come New Zealand Rugby Football Union, è affiliato a World Rugby dal 1948; nel 2000 fu tra i primi membri di Oceania Rugby, la confederazione continentale della disciplina. [29], Nel 1938 i Lions visitarono ancora una volta il Sudafrica, persero la serie per 2 a 1 ma nel terzo incontro si registrò la prima vittoria della rappresentativa delle Isole britanniche dal 1910. Nel 1995 il Sudafrica venne scelto come paese ospitante della Coppa del Mondo di rugby. Nel 1971 gli Springboks organizzarono un tour in Australia. Rispetto al rugby a 15 il rugby a 7 presenta sostanzialmente la sola variante del numero di giocatori, tutte le regole principali sono le medesime. Il rugby a 7 si gioca negli stessi campi regolamentari del rugby a 15 e ciascun giocatore deve quindi ricoprire una parte di campo molto larga. Tuttavia ottennero una storica vittoria a Dunedin sconfiggendo la Nuova Zelanda 30-28, la prima partita vinta in oltre cento anni di test disputati nella città. Dal 2016 è tornato ai Giochi, ma nella versione ridotta a sette giocatori (Rugby Seven), amministrata sempre dalla World Rugby. In questo periodo gli Springboks vinsero il Tri Nations 2004, con l'ultima vittoria che risaliva al 1998. [103] Botha contribuì significativamente alla vittoria degli Springboks nella serie contro i Lions nel 1980, e giocò anche per il World XV nell'incontro per il centenario della IRB al Twickenham Stadium. [20] Gli Springboks riuscirono a vincere il secondo test grazie ad un drop di Gerhard Morkel. [102] Condusse il Sud Africa alla vittoria di una serie 3-1 contro la Nuova Zelanda nel 1976 e alla vittoria di una serie contro i Lions nel 1980 con lo stesso margine. Quella squadra vinse 30 delle 31 partite giocate, perdendo solo contro London Counties. L'unica squadra contro la quale non possiede un bilancio positivo di vittorie è quella degli All Blacks, contro la quale ha registrato anche otto sconfitte consecutive dal 2001 al 2004. La nazionale sudafricana di rugby a 15 (in afrikaans Suid-Afrikaanse nasionale rugbyspan; in inglese South Africa national rugby union team) è la rappresentativa nazionale maschile di rugby a 15 del Sudafrica. [73] Successivamente il Sudafrica vinse le altre tre partite del girone contro Samoa, Scozia e Stati Uniti centrando il primo posto e la qualificazione ai quarti di finale. Fu un tour trionfale per i sudafricani, che batterono tutte le nazionali britanniche ( Inghilterra , Scozia , Irlanda , Galles ), conquistando quindi il Grande Slam , oltre la Francia . [51], La squadra dei Lions che fece visita al Sudafrica nel 1974, guidata da Willie John McBride, vinse tutti i 22 incontri provinciale e stravinse la serie contro i sudafricani per 3-0 (con un pareggio). Un evento storico per il rugby francese, visto che nei test match i Bleus francesi chiudono con un bilancio di un pareggio e una vittoria contro gli Springboks aggiudicandosi la serie. In semifinale, la formazione sudafricana incontra il Galles, capitanata da Alun Wyn Jones. Il giorno dopo la vittoria, la parola in lingua xhosa per "Springboks", ossia "Amabokoboko! Gli Springboks vinsero la serie 3-1. [16], Il tour europeo del 1912-13 fu il primo che registrò il Grande Slam per i sudafricani grazie alla vittoria su tutte e quattro le nazionali britanniche; oltre alla vittoria sulle quattro Home Nations quel tour registrò anche la vittoria degli Springboks ai danni della Francia. Media in category "South Africa national rugby union team" The following 7 files are in this category, out of 7 total. [57] Fu proprio durante il periodo del mondiale che l'arcivescovo Desmond Tutu definì il Sudafrica "the Rainbow Nation", la nazione arcobaleno. "[99] Fu inserito nella International Rugby Hall of Fame nel 1997[100] e nella IRB Hall of Fame nel 2009. Disputò 13 test tra il 1949 e il 1953, vincendo anche una serie 4-0 contro gli All Blacks e realizzando un Grande Slam in un tour in Gran Bretagna e Irlanda. Nella Coppa del Mondo del 1999 gli Springboks cedettero in semifinale 27-21, dopo i tempi supplementari, contro i futuri campioni dell'Australia. Nel 1964 il Galles fece visita al Sudafrica, per i gallesi era il primo tour a livello internazionale. I sudafricani riuscirono a battere i neozelandesi in tutti e quattro gli incontri del loro tour in Sudafrica del 1949 nonostante il fatto che in tre delle quattro partite gli All Blacks riuscirono a segnare più mete di loro. In questo contesto la trasformazione può essere definita come "un'alternanza completa dell'aspetto o carattere del rugby sudafricano", e uno degli scopi è trasformare gli Springboks in una squadra maggiormente rappresentativa delle etnie del Sud Africa. Dopo un'iniziale illusione, la squadra allenata da Eddie Jones crolla definitivamente e soccombe all'incessante gioco sudafricano. I sudafricani vinsero quella storica finale con il punteggio di 15-12, il drop decisivo fu segnato da Joël Stransky che assicurò la vittoria ai tempi supplementari. [108] Anche Joost van der Westhuizen partecipò alla Coppa del Mondo 1995, ma continuò a giocare in altre due Coppe del Mondo. Gli Springboks del '37 sono tuttora considerati fra i migliori Springboks della storia. Giocando come mediano d'apertura, Botha disputò 28 test segnando 312 punti prima del suo ritiro internazionale nel 1992. Nel World XV non era presente alcun giocatore neozelandese ma vi erano dieci gallesi, otto francesi, sei australiani, quattro inglesi, uno scozzese e un irlandese. I sudafricani vinsero tutti e tre gli incontri della serie con il punteggio di 18-6, 14-6 e 19-11. L'esclusione di Gary Teichmann e le sue critiche pubbliche contro la SARU l'obbligarono a dimettersi nel 2000 con un bilancio di 27 vittorie in 38 incontri disputati. Nel 1969 gli Springboks fecero visita alle squadre della Gran Bretagna e Irlanda, persero due dei sette incontri disputati contro rappresentative provinciali in Galles, contro Newport e una rappresentativa del Monmouthshire mentre la rappresentativa nazionale gallese riuscì quasi nell'impresa di batterli per la prima volta ma la partita terminò in pareggio 6-6.